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Book
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Language
Italiano
Publishing house
Adelphi
Series
Piccola Biblioteca
Edition number
23
Publication year
2016
Number of pages
88
Position in the list
30
The Review
"Da leggere"
"Sette brevi lezioni di fisica" è stato un best seller inatteso. Centinaia di migliaia di copie, traduzioni, ristampe che sono tuttora, ad anni di distanza dalla prima edizione, in bella mostra nelle librerie. Perchè è accaduto?
Il libro ha vari pregi.
Il primo è l'argomento, che potremmo riassumere ne "le frontiere della fisica contemporanea". Lo spazio, il tempo, la materia, la probabilità, l'universo... sono temi di enorme interesse, che si intrecciano, sempre più, con la filosofia e che infatti portano l'autore, in particolare sul finale, a dichiarare alcune sue considerazioni filosofiche. Quello che ci pare di comprendere e che gli esperimenti sembrano confermare è via via più lontano dalle nostre percezioni, dalle nostre intuizioni, ma al contempo straordinariamente affascinante. Ci si addentra non solo nell'epistemologia, ma nella stessa ontologia del reale, tutto, individui compresi.
Il secondo pregio è l'onestà nel riconoscere che alcune ipotesi, che pure reggono agli esperimenti, sembrano troppo bizzarre per essere vere, o che di alcuni aspetti della fisica non abbiamo ancora descrizioni e spiegazioni soddisfacenti.
Il terzo pregio è l'efficacia divulgativa. Rovelli scrive per tutti, senza tecnicismi, senza formule. Non intende "dimostrare" ciò che dice: si richiede da questo punto di vista – e non potrebbe essere altrimenti – fiducia dal lettore nell'autore, ma c'è uno sforzo quasi sempre riuscito di rendere comprensibile come la fisica oggi descriva l'universo, nonostante questa descrizione sia – come accennato – controintuitiva e sconvolgente.
Il quarto pregio è la qualità della scrittura, alta. Una bella lingua italiana, sempre chiara, mai banale, anzi spesso suggestiva e musicale.
Insomma, è un libro scritto da uno scienziato di grande cultura e che al contempo, nel campo specifico, sa di cosa parla. E' un'ottima divulgazione sulle frontiere della fisica. Non è un libro "scientifico", nel senso che non ci sono dimostrazioni. E' una introduzione, uno stimolo.
Per chi non è già più addentro alla materia, un libro decisamente consigliato.
"Sette brevi lezioni di fisica" è stato un best seller inatteso. Centinaia di migliaia di copie, traduzioni, ristampe che sono tuttora, ad anni di distanza dalla prima edizione, in bella mostra nelle librerie. Perchè è accaduto?
Il libro ha vari pregi.
Il primo è l'argomento, che potremmo riassumere ne "le frontiere della fisica contemporanea". Lo spazio, il tempo, la materia, la probabilità, l'universo... sono temi di enorme interesse, che si intrecciano, sempre più, con la filosofia e che infatti portano l'autore, in particolare sul finale, a dichiarare alcune sue considerazioni filosofiche. Quello che ci pare di comprendere e che gli esperimenti sembrano confermare è via via più lontano dalle nostre percezioni, dalle nostre intuizioni, ma al contempo straordinariamente affascinante. Ci si addentra non solo nell'epistemologia, ma nella stessa ontologia del reale, tutto, individui compresi.
Il secondo pregio è l'onestà nel riconoscere che alcune ipotesi, che pure reggono agli esperimenti, sembrano troppo bizzarre per essere vere, o che di alcuni aspetti della fisica non abbiamo ancora descrizioni e spiegazioni soddisfacenti.
Il terzo pregio è l'efficacia divulgativa. Rovelli scrive per tutti, senza tecnicismi, senza formule. Non intende "dimostrare" ciò che dice: si richiede da questo punto di vista – e non potrebbe essere altrimenti – fiducia dal lettore nell'autore, ma c'è uno sforzo quasi sempre riuscito di rendere comprensibile come la fisica oggi descriva l'universo, nonostante questa descrizione sia – come accennato – controintuitiva e sconvolgente.
Il quarto pregio è la qualità della scrittura, alta. Una bella lingua italiana, sempre chiara, mai banale, anzi spesso suggestiva e musicale.
Insomma, è un libro scritto da uno scienziato di grande cultura e che al contempo, nel campo specifico, sa di cosa parla. E' un'ottima divulgazione sulle frontiere della fisica. Non è un libro "scientifico", nel senso che non ci sono dimostrazioni. E' una introduzione, uno stimolo.
Per chi non è già più addentro alla materia, un libro decisamente consigliato.