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Language
Italiano
Translator
Carlo Vitali
Publishing house
Fabbri Editori
Series
I Classici del Pensiero
Edition number
1
Publication year
1996
Number of pages
439
Position in the list
3
The Review
1 voted this review
Lessi “Le Confessioni” tanti anni fa, mi pare negli anni del Liceo.

Fu una lettura importante.

Ricordo il vivido, coinvolto interesse per il percorso di ricerca intellettuale e spirituale raccontato dall'autore. Un'opera geniale, una sorta di autobiografia della ragione e della fede di Agostino.

Ne trassi in un certo senso un'autorizzazione e un incoraggiamento a non ancorare la riflessione, perfino sulla metafisica e la teologia, a sentieri strettamente predefiniti e inderogabili. La storia di Agostino è in fondo la storia di un uomo assetato di Verità, che non si accontenta delle prime ipotesi di risposta incontrate sul cammino ma continua a cercare, fino – nel suo caso – all'illuminazione della conversione, dopo la quale, tuttavia, non mette di certo a riposo l'intelletto, e produce pilastri essenziali, da più di mille e seicento anni, per il pensiero e la fede della Chiesa di cui è Padre e Dottore, oltre che Santo.

Tra le mille cose notevoli di questa opera somma, è come la memoria, la grande Storia, la ragione, l'ispirazione, la poesia, la trascendenza e la stessa Divinità si fondano in un unico eccezionale.

Lo stile giunge a vette di poesia straordinaria e spesso sorprendente, anche per l'erotismo che in più casi rivelano, almeno nella traduzione che lessi, adeguate all'irruzione di Dio stesso nella storia di una vita e nel trascorrere del tempo. Si riesce a intendere, o quanto meno intuire, cosa sia l'esperienza della grazia della Fede per chi, non essendolo ma essendovi in un certo senso vocato, diviene credente. Tanto più che ciò si innesta su un sostrato razionale, con un forte impianto filosofico, esposto a ed esperto di tante differenti interpretazioni e proposte di spiegazione del mondo visibile e invisibile. E questi continui controcanti tra fides e ratio, dubbio e certezza, fisico e metafisico, terreno e trascendente, vita di un uomo con passioni, totalmente comprese quelle sensuali, debolezze, esitazioni, irresolutezze e Assoluto Eterno intrecciano un tessuto meraviglioso, ricco e prezioso difficilmente dimenticabile, in un racconto al lettore che è anche un costante inno a Dio, preghiera e invocazione, narrazione della memoria, riflessione – anche celeberrima, come quella sul tempo. Il tutto a formare un unicum armonioso.

Il testo è poi interessantissimo pure come testimonianza storica, di quella che era la vita per un brillante nordafricano nato a metà del quarto secolo che ancora viveva in una società ordinata, culturalmente vibrante, in cui si studiavano e praticavano i Classici e al contempo si dibattevano le nuove dottrine religiose e filosofiche, in grado di muoversi per tutto l'Impero e percorrere una eccezionale carriera, incontrare personaggi storici di prima grandezza fino a diventare egli stesso uno di loro. Tutto questo, mentre in questo ultimo barlume di pace, ordine e apparente serenità per l'Impero la società va cambiando, il ruolo degli ecclesiastici schizza esponenzialmente, quello del potere civile però è ancora forte e presente. Uno squarcio dal presente di mille e seicento anni fa, subito prima della tempesta, che stupisce e commuove un po' come i rari filmati giunti fino a noi che riprendono le quotidianità dei primi del Novecento, nel 1913, per esempio, subito prima della Grande Guerra che tutto stravolse. Le “Confessioni” sono del 398 circa. Meno di dieci anni dopo, la disintegrazione dell'Occidente era già iniziata.

Agostino è un gigante dell'Occidente, della Chiesa, della Fede, del Pensiero e anche della Letteratura.

Una lettura che reputo fondamentale.
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