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Book
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Language
Italiano
Translator
L. Gigli ("Il Mondo Nuovo") / L. Bianciardi ("Ritorno al Mondo Nuovo")
Publishing house
Mondadori
Series
Oscar Classici Moderni
Edition number
19
Publication year
2005
Number of pages
340
Position in the list
25
The Review
UN FUTURO UTOPICO, MEGLIO, DISTOPICO… UN FUTURO O ELEMENTI DEL PRESENTE ATTRAVERSO UN PRISMA?
De “Il Mondo Nuovo” mi impressionò la società descritta: non esiste la famiglia, la riproduzione è interamente extrauterina e predeterminata negli esiti dello sviluppo a seconda del ruolo sociale che il nascituro andrà a ricoprire, la morte è programmata, la produzione è iper-fordista, la struttura sociale organizzatissima e pressoché castale e fa corrispondere diverse qualità fisico-intellettive predeterminate a diverse posizioni sociali, la vita è consumistica e voluttuosa in massimo grado, con un approccio edonistico e promiscuo alla sessualità e alle droghe, piacevole sotto diversi punti di vista, ma deliberatamente sminuente la profondità dell’umano e rifuggente da esso, sostanzialmente aliena all’autodeterminazione e alla libertà. Questa utopia/ distopia è certamente la grande forza del libro, spinge il lettore a interrogarsi su come debba o non debba essere una società ideale, e anche una vita ideale. Devo dire che invece non mi piacque, forse perché non mi interessava, forse per le atmosfere che mi evocava, la parte relativa alla riserva e ciò che ne conseguiva, di cui ho ricordi vaghi.
Dopo tanti anni, non sono certo di aver letto il saggio “Ritorno al Mondo Nuovo”.
Ad ogni modo, il “mondo nuovo” che viene costruito è uno dei più potenti della fantascienza, e come tutti i “mondi nuovi” della fantascienza è soprattutto uno strumento per guardare con lenti nuove e rivelatrici al “nostro” mondo, alle sue tendenze e ai suoi possibili futuri; il romanzo è per questo giustamente celebre, e ne raccomando fortemente la lettura.
De “Il Mondo Nuovo” mi impressionò la società descritta: non esiste la famiglia, la riproduzione è interamente extrauterina e predeterminata negli esiti dello sviluppo a seconda del ruolo sociale che il nascituro andrà a ricoprire, la morte è programmata, la produzione è iper-fordista, la struttura sociale organizzatissima e pressoché castale e fa corrispondere diverse qualità fisico-intellettive predeterminate a diverse posizioni sociali, la vita è consumistica e voluttuosa in massimo grado, con un approccio edonistico e promiscuo alla sessualità e alle droghe, piacevole sotto diversi punti di vista, ma deliberatamente sminuente la profondità dell’umano e rifuggente da esso, sostanzialmente aliena all’autodeterminazione e alla libertà. Questa utopia/ distopia è certamente la grande forza del libro, spinge il lettore a interrogarsi su come debba o non debba essere una società ideale, e anche una vita ideale. Devo dire che invece non mi piacque, forse perché non mi interessava, forse per le atmosfere che mi evocava, la parte relativa alla riserva e ciò che ne conseguiva, di cui ho ricordi vaghi.
Dopo tanti anni, non sono certo di aver letto il saggio “Ritorno al Mondo Nuovo”.
Ad ogni modo, il “mondo nuovo” che viene costruito è uno dei più potenti della fantascienza, e come tutti i “mondi nuovi” della fantascienza è soprattutto uno strumento per guardare con lenti nuove e rivelatrici al “nostro” mondo, alle sue tendenze e ai suoi possibili futuri; il romanzo è per questo giustamente celebre, e ne raccomando fortemente la lettura.