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Book
Poetry
Read Anthologically
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Language
Italiano
Translator
Filippo Maria Pontani
Publishing house
Einaudi
Series
Tascabili. Letteratura
Edition number
1
Publication year
2000
Number of pages
292
Position in the list
55
The Review
"Scorci di vita dal passato"
La rilettura dei componimenti a tema amoroso ed erotico contenuti nell'Antologia Palatina ricorda che, in fondo, millennio dopo millennio, le vite degli uomini si rassomigliano nei sentimenti, nelle pulsioni, nelle vette e negli abissi. Gli epigrammi dell’Antologia sono di qualità e fattura variabile. Non c’è tutto il meglio della poesia greca giunta fino a noi. Alcuni sono esercizi letterari non certo eccezionali. Ma la lettura di tutti loro insieme riporta alla luce dalla nebbia del tempo implacabili rovelli e sublimi entusiasmi, notti di purissimo amore o di sfogo carnale, bellezze muliebri che abbacinavano, quasi divine, e giacciono sfiorite ormai da millenni, uomini giovani e gagliardi, e anziani attoniti di fronte all’avanzare degli anni e della vecchiaia corruttrice, baci rubati e passioni scomposte, sentimenti dolcissimi o incontrollati. E’ un promemoria sulla molteplice e infinita varietà dell’esperienza umana nel dipanarsi del tempo, che non si esaurisce certo nelle gesta dei celebri e degli insigni, ma si sostanzia nelle piccole e grandi cure e negli affetti, nelle vicende quotidiane degli sconosciuti che a moltitudini e schiere infinite hanno calcato la terra prima di noi, sconosciuti… sconosciuti a noi ma non a sé e ai loro. L’Antologia è finestra che appena si schiude su animi passati, ma che furono vivi come noi siamo. E gli epigrammi tombali al libro VII… essi disvelano con particolare forza e commozione affetti che furono immensi e oggi sono scomparsi dal mondo come tutti coloro che li provavano e li ricevevano, ricordano il compiersi di fati talvolta beffardi, lo spezzarsi improvviso di vite allora piene di promesse, distinte per bellezza, ingegno, facondia e che pure non hanno lasciato altra orma nella Storia. Rileggere gli epigrammi dell’Antologia è in fondo una meditazione sulla vita degli uomini, la sua brevità, il suo valore, il ruolo eterno e essenziale che in essa vestono amore ed eros, sull’alterità coincidente tra noi e gli altri, nel presente e attraverso il tempo. …“Homo sum, nihil humani a me alienum puto”.
Molto buona la traduzione del Pontani, che mantiene un giusto equilibrio tra classicismo e leggibilità diretta, con qualche occasionale concessione eccessiva all’attualizzazione.
La rilettura dei componimenti a tema amoroso ed erotico contenuti nell'Antologia Palatina ricorda che, in fondo, millennio dopo millennio, le vite degli uomini si rassomigliano nei sentimenti, nelle pulsioni, nelle vette e negli abissi. Gli epigrammi dell’Antologia sono di qualità e fattura variabile. Non c’è tutto il meglio della poesia greca giunta fino a noi. Alcuni sono esercizi letterari non certo eccezionali. Ma la lettura di tutti loro insieme riporta alla luce dalla nebbia del tempo implacabili rovelli e sublimi entusiasmi, notti di purissimo amore o di sfogo carnale, bellezze muliebri che abbacinavano, quasi divine, e giacciono sfiorite ormai da millenni, uomini giovani e gagliardi, e anziani attoniti di fronte all’avanzare degli anni e della vecchiaia corruttrice, baci rubati e passioni scomposte, sentimenti dolcissimi o incontrollati. E’ un promemoria sulla molteplice e infinita varietà dell’esperienza umana nel dipanarsi del tempo, che non si esaurisce certo nelle gesta dei celebri e degli insigni, ma si sostanzia nelle piccole e grandi cure e negli affetti, nelle vicende quotidiane degli sconosciuti che a moltitudini e schiere infinite hanno calcato la terra prima di noi, sconosciuti… sconosciuti a noi ma non a sé e ai loro. L’Antologia è finestra che appena si schiude su animi passati, ma che furono vivi come noi siamo. E gli epigrammi tombali al libro VII… essi disvelano con particolare forza e commozione affetti che furono immensi e oggi sono scomparsi dal mondo come tutti coloro che li provavano e li ricevevano, ricordano il compiersi di fati talvolta beffardi, lo spezzarsi improvviso di vite allora piene di promesse, distinte per bellezza, ingegno, facondia e che pure non hanno lasciato altra orma nella Storia. Rileggere gli epigrammi dell’Antologia è in fondo una meditazione sulla vita degli uomini, la sua brevità, il suo valore, il ruolo eterno e essenziale che in essa vestono amore ed eros, sull’alterità coincidente tra noi e gli altri, nel presente e attraverso il tempo. …“Homo sum, nihil humani a me alienum puto”.
Molto buona la traduzione del Pontani, che mantiene un giusto equilibrio tra classicismo e leggibilità diretta, con qualche occasionale concessione eccessiva all’attualizzazione.