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Book
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Language
Italiano
Publishing house
Editori Laterza
Series
i Robinson / Letture
Edition number
2
Publication year
2016
Number of pages
355
Position in the list
78
The Review
"La Ricostruzione Scrupolosa della Conoscenza del Passato"
Noi spesso pensiamo, sbagliando, che di alcuni elementi importanti, anche fondamentali, del passato sia noto, se non tutto, il più.
Frequentemente non è così, la nostra conoscenza è assai meno completa e certa, e questo libro lo dimostra.
Della biografia del fondamentale e più grande storico, di un autore ininterrottamente famoso nei secoli, non sappiamo quasi nulla. Abbiamo pochi punti fermi, ed è probabile che le ricostruzioni biografiche contengano errori essenziali (un esilio che non sarebbe mai avvenuto, ad esempio) fin dall'epoca alessandrina. Quest'opera – scritta a valle di decenni di innovativi studi canforiani sulla questione tucididea - riesamina minutamente quanto sappiamo e quanto nei secoli si è creduto di sapere, cercando di discriminare ciò che è certo da ciò che non lo è. In questa operazione, Luciano Canfora mostra la competenza del filologo di vaglia, l'intelligenza della persona acuta, la polemica ironica dello studioso appassionato. Canfora dispiega una padronanza della materia che appare assoluta, con citazioni che spaziano senza limiti tra gli studiosi e le epoche e un dominio totale e intelligente della lessicologia oltre che, naturalmente, della storia.
Quest'opera è un esercizio di alto livello di "ricostruzione della conoscenza": ricomporre per mezzo della ragione e dello studio dettagliato eventi, personaggi, decisioni che furono quasi 2.500 anni fa e i cui contorni, talvolta perfino la cui intima natura, non conosciamo più completamente, ma solo per testimonianze parziali e imprecise. E questi eventi, personaggi, decisioni hanno ancora da dirci tanto, sulle società degli uomini, sul potere, sul sorgere e il disfarsi di strutture sociali e politiche, sui moventi e l'arte di chi racconta e tramanda tutto ciò.
Il testo appare per lo più molto convincente, quanto meno per logicità e verosimiglianza delle ipotesi proposte, anche se, a mio avviso, sono e restano insufficienti le informazioni disponibili per conseguire una ragionevole certezza sui dati biografici mancanti. E infatti Canfora soprattutto critica luoghi comuni biografici in essere da millenni ma che, alla luce della sua analisi serrata, appaiono effettivamente improbabili.
Si leggono alcune cose interessanti, ad esempio sulla possibilità che l'opera di Tucidide sia arrivata a noi collazionata e pubblicata da Senofonte, che sarebbe l'autore del cosiddetto "secondo proemio" del V libro e le cui Elleniche sarebbero una prosecuzione del lavoro di Tucidide al punto che i primi libri sarebbero in realtà tucididei, almeno per il materiale di base: il tutto si sarebbe confuso a seguito delle vicende materiali dei manoscritti. Si colgono tangenzialmente alcune informazioni storiche importanti, che personalmente conoscevo meno in dettaglio, ad esempio sulla pace di Nicia o sulla violenza dei rivolgimenti politici ateniesi del 411 e del 404-403.
Molto interessanti le riflessioni - molte delle quali nelle prime pagine - sul pensiero politico di Tucidide, assai critico della democrazia, sulla evoluzione di questo pensiero, sulla sua lettura della figura di Pericle e del rapporto ambiguo di quest'ultimo con la democrazia (campione democratico, che però fu di fatto un princeps).
Lo stile è quello classico di Canfora: colto, non molto leggero ma chiaro, spesso piuttosto divertente per la sua ironia. C'è anche il tipico vezzo canforiano di citare brani - anche estesi - da molteplici lingue, antiche e moderne, senza preoccuparsi di tradurle. Numerose le note.
La lettura è consigliata agli appassionati di storia e storiografia o letteratura greca. Per apprezzare, è necessario un interesse per il tema e un buon bagaglio di conoscenze classiche, che permettano di contestualizzare quanto si legge, dato che il contesto, le vicende, le figure storiche richiamati sono dati quasi interamente per scontati.
Noi spesso pensiamo, sbagliando, che di alcuni elementi importanti, anche fondamentali, del passato sia noto, se non tutto, il più.
Frequentemente non è così, la nostra conoscenza è assai meno completa e certa, e questo libro lo dimostra.
Della biografia del fondamentale e più grande storico, di un autore ininterrottamente famoso nei secoli, non sappiamo quasi nulla. Abbiamo pochi punti fermi, ed è probabile che le ricostruzioni biografiche contengano errori essenziali (un esilio che non sarebbe mai avvenuto, ad esempio) fin dall'epoca alessandrina. Quest'opera – scritta a valle di decenni di innovativi studi canforiani sulla questione tucididea - riesamina minutamente quanto sappiamo e quanto nei secoli si è creduto di sapere, cercando di discriminare ciò che è certo da ciò che non lo è. In questa operazione, Luciano Canfora mostra la competenza del filologo di vaglia, l'intelligenza della persona acuta, la polemica ironica dello studioso appassionato. Canfora dispiega una padronanza della materia che appare assoluta, con citazioni che spaziano senza limiti tra gli studiosi e le epoche e un dominio totale e intelligente della lessicologia oltre che, naturalmente, della storia.
Quest'opera è un esercizio di alto livello di "ricostruzione della conoscenza": ricomporre per mezzo della ragione e dello studio dettagliato eventi, personaggi, decisioni che furono quasi 2.500 anni fa e i cui contorni, talvolta perfino la cui intima natura, non conosciamo più completamente, ma solo per testimonianze parziali e imprecise. E questi eventi, personaggi, decisioni hanno ancora da dirci tanto, sulle società degli uomini, sul potere, sul sorgere e il disfarsi di strutture sociali e politiche, sui moventi e l'arte di chi racconta e tramanda tutto ciò.
Il testo appare per lo più molto convincente, quanto meno per logicità e verosimiglianza delle ipotesi proposte, anche se, a mio avviso, sono e restano insufficienti le informazioni disponibili per conseguire una ragionevole certezza sui dati biografici mancanti. E infatti Canfora soprattutto critica luoghi comuni biografici in essere da millenni ma che, alla luce della sua analisi serrata, appaiono effettivamente improbabili.
Si leggono alcune cose interessanti, ad esempio sulla possibilità che l'opera di Tucidide sia arrivata a noi collazionata e pubblicata da Senofonte, che sarebbe l'autore del cosiddetto "secondo proemio" del V libro e le cui Elleniche sarebbero una prosecuzione del lavoro di Tucidide al punto che i primi libri sarebbero in realtà tucididei, almeno per il materiale di base: il tutto si sarebbe confuso a seguito delle vicende materiali dei manoscritti. Si colgono tangenzialmente alcune informazioni storiche importanti, che personalmente conoscevo meno in dettaglio, ad esempio sulla pace di Nicia o sulla violenza dei rivolgimenti politici ateniesi del 411 e del 404-403.
Molto interessanti le riflessioni - molte delle quali nelle prime pagine - sul pensiero politico di Tucidide, assai critico della democrazia, sulla evoluzione di questo pensiero, sulla sua lettura della figura di Pericle e del rapporto ambiguo di quest'ultimo con la democrazia (campione democratico, che però fu di fatto un princeps).
Lo stile è quello classico di Canfora: colto, non molto leggero ma chiaro, spesso piuttosto divertente per la sua ironia. C'è anche il tipico vezzo canforiano di citare brani - anche estesi - da molteplici lingue, antiche e moderne, senza preoccuparsi di tradurle. Numerose le note.
La lettura è consigliata agli appassionati di storia e storiografia o letteratura greca. Per apprezzare, è necessario un interesse per il tema e un buon bagaglio di conoscenze classiche, che permettano di contestualizzare quanto si legge, dato che il contesto, le vicende, le figure storiche richiamati sono dati quasi interamente per scontati.