Recommended Book Non-fiction Read Entirely Read one time
Language
Italiano
Publishing house
Mondadori
Series
Strade Blu
Edition number
1
Publication year
2022
Number of pages
195
Position in the list
81
The Review
BUON LIBRO, RACCOMANDATO A CHIUNQUE VOGLIA CAPIRE QUALCOSA IN PIU’ DEL MONDO DI OGGI

Francesco Costa è uno dei giornalisti italiani più importanti degli ultimi anni. E questo perché ha cambiato il modo di fare il mestiere come pochi altri. Ha portato nel giornalismo italiano una serie di novità che stavano maturando nel mondo ma in Italia non erano ancora praticate. Con il progetto “da Costa a Costa”, una copertura di grande qualità sulle elezioni presidenziali degli Stati Uniti, un lavoro svolto con enorme passione e grande competenza nel suo tempo libero, ha dimostrato che esisteva un pubblico molto ampio in attesa di un’offerta adeguata, e pronto ad autotassarsi pur non essendovi obbligato, essendo i contenuti del progetto gratuiti, per renderla economicamente sostenibile. Tutte cose niente affatto scontate, che rendono possibili business model, e un miglioramento delle informazioni a disposizione del dibattito democratico e dell’opinione pubblica, sulla verosimiglianza dei quali prima di Costa sarebbe stato imprudente fare affidamento.

“Da Costa a Costa” iniziò come newsletter, uno strumento che all’epoca sembrava già desueto, e oggi è rifiorito. Vi si affiancò poi un podcast, che allora, in Italia, era una novità. Da quel progetto seminale ne sono poi nati altri dello stesso Costa, tra i quali dei libri.

“California” è il terzo di questi libri. “California” tratta dello stato americano oggetto del titolo, per rispondere sostanzialmente a una domanda: perché uno stato apparentemente così prospero, all’avanguardia della tecnologia e dell’economia mondiale, ipertollerante, con una spesa pubblica che per gli standard americani è molto elevata, perde abitanti? Perché tantissimi californiani lasciano lo stato e si ristabiliscono altrove negli Stati Uniti, in stati anche diversissimi dalla California, come il Texas? Il miglior contributo di un giornalista, oggi, è probabilmente aiutare chi si interessa dei suoi lavori a conoscere e comprendere meglio la realtà, la sua complessità, i suoi problemi aperti, le soluzioni che funzionano e quelle che non funzionano. Questo cerca di fare Costa in questo libro, in cui racconta principalmente le tante cose che non funzionano in California, e in alcuni casi sono a livelli di disfunzionalità e degrado assurdi, e ne cerca i motivi politici e culturali. Costa non è certo un trumpista né vicino al partito repubblicano odierno, ma – come si conviene a un giornalista degno del nome – poiché trova serie responsabilità politiche ascrivibili al partito democratico californiano e a ciò che lo circonda, lo racconta. Trova incoerenze e contraddizioni nella cultura californiana e le racconta. Pratica insomma la virtù mai troppo abbondante dell’onestà intellettuale.

Perché capire cosa va storto in California oggi non è solo una curiosità: aiuta a comprendere cosa andrà storto domani altrove se le pratiche californiane saranno adottate, aiuta a capire su cosa i repubblicani colgono delle vere criticità, cui chi non vuole regalare l’America ai trumpisti dovrebbe prestare attenzione, aiuta, soprattutto, a correggere gli errori e evitare che vengano compiuti, anche al di fuori della California, per esempio in Italia: il contributo fondamentale di un giornalista a un sistema democratico funzionante.

La scrittura è fluida: Costa è chiaro, abile narratore. La lettura scorre veloce ma lascia ben impressi i concetti.

Stiamo insomma parlando di un buon libro. Raccomando “California” non solo agli appassionati di politica e cultura americana, ma chiunque voglia capire qualcosa di più del mondo di oggi.
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