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Book
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Language
Italiano
Translator
Giampaolo Cossato & Sandro Sandrelli
Publishing house
Editrice Nord
Series
Cosmo Serie Oro. Classici della Narrativa di Fantascienza
Edition number
1
Publication year
1991
Number of pages
537
Position in the list
10
The Review
"Un capolavoro maestoso, un intero affascinante universo"
Lessi “Dune” da ragazzo, non ricordo più se alla Medie o al Liceo. Già avevo letto molto di Asimov, ma in qualche modo venni a conoscenza di questo libro che era considerato l’altro grande capolavoro della fantascienza, forse l’unico paragonabile alla Trilogia della Fondazione, e quindi me lo assicurai, nella per me pregevole edizione Cosmo Serie Oro di Editrice Nord, una serie ben nota agli appassionati di fantascienza italiani e stimata dai più.
La lettura non deluse le aspettative. Come spesso si dice, ed è assolutamente vero, Herbert riuscì a costruire un intero universo in sé coerente, tremendamente affascinante e suggestivo. Un universo abitato da una civiltà multiplanetaria, e quindi futuro, ma che presupponeva ed echeggiava dei grandi momenti della storia umana, tra Impero, Case, religione, guerre sante… un futuro che sapeva ora di antichità, ora – spesso – di medioevo, con un risultato complessivo che mi suggeriva il Fantasy, genere che tuttavia non conoscevo – e non conosco – quasi per nulla.
La scoperta della struttura estremamente complessa e della cultura estremamente composita di questo universo, attraverso il racconto e attraverso le appendici e il glossario finale, era appassionante. Alcuni personaggi (gli Harkonnen, il Duca e il suo tragico destino, Lady Jessica, madre e sorta di sacerdotessa, Duncan Idaho, Chani, e – sopra tutti, naturalmente – Paul Atreides) mi sono rimasti nella memoria, così come la storia a grandi linee e la forza del duro ambiente desertico di Dune. Soprattutto, del libro mi colpì l’abilità nel dipingere un enorme affresco - fatto di storia pregressa, istituzioni, ambienti, situazioni, caratteri, razionalità e fattualità ma anche psicologia, spiritualità e mistero - nel quale una individualità innesca una scintilla da cui scaturisce un movimento di massa che stravolge tutto, compiendo l’impensabile. Ho sempre trovato forti analogie – alcune esplicite – tra Dune e la genesi dell’Islam, che nasce dal deserto; i Fremen per me erano una sorta di Beduini. Trovai inoltre estremamente stimolante l’ipotesi sul futuro dell’umanità, l’evoluzione delle religioni, il Jihad Butleriano come momento di svolta che cambia la traiettoria del progresso tecnologico: grande ammirazione per la mente di Herbert capace di concepire tutto questo, e grande apprezzamento per la migliore fantascienza, che permette di pensare con occhi nuovi, fuori dagli schemi, permettendo così di capire di più del nostro mondo, mentre ne descrive uno di invenzione.
Anche la scrittura di Dune mi colpì. Ricordo un effetto complessivo maestoso, che fluiva come un grande fiume, eccezionale nella creazione di atmosfere e suggestioni. Efficaci gli inserimenti di estratti da opere seguenti i fatti narrati e che ne parlano, tecnica non inedita, già utilizzata per esempio nella Fondazione di Asimov con gli estratti dell’Enciclopedia Galattica, che qui riesce a rendere ancor più forte la sensazione di trovarsi in un universo completo. Abbondanti i dialoghi, ficcanti, e frequenti le esplicitazioni dei pensieri dei personaggi, che giocano un ruolo chiave nell’opera. Insomma, non una lettura “leggera”, non particolarmente veloce, più impegnativa rispetto alla Fondazione di Asimov, ma non difficile o sgradevolmente faticosa: una esperienza potente.
A un neofita di fantascienza consiglierei di affrontare Herbert dopo Asimov, ma a tutti consiglio di leggere, a un certo punto, questo capolavoro.
PS1: ricordo che poco dopo giocai per qualche tempo a un videogioco su Dune; mi divertiva, mi riportava all’atmosfera di Dune, ma – mi pare – non lo finii, a un certo punto arrivavo in una situazione da cui non crescevo più, non andavo più avanti; almeno così mi sembra di ricordare.
PS2: ho appena visto al cinema il primo film di Villeneuve su Dune: mi è piaciuto moltissimo. Credo che sia riuscita la difficilissima impresa di rendere pienamente l’atmosfera e la storia del libro: raccomandato!
Lessi “Dune” da ragazzo, non ricordo più se alla Medie o al Liceo. Già avevo letto molto di Asimov, ma in qualche modo venni a conoscenza di questo libro che era considerato l’altro grande capolavoro della fantascienza, forse l’unico paragonabile alla Trilogia della Fondazione, e quindi me lo assicurai, nella per me pregevole edizione Cosmo Serie Oro di Editrice Nord, una serie ben nota agli appassionati di fantascienza italiani e stimata dai più.
La lettura non deluse le aspettative. Come spesso si dice, ed è assolutamente vero, Herbert riuscì a costruire un intero universo in sé coerente, tremendamente affascinante e suggestivo. Un universo abitato da una civiltà multiplanetaria, e quindi futuro, ma che presupponeva ed echeggiava dei grandi momenti della storia umana, tra Impero, Case, religione, guerre sante… un futuro che sapeva ora di antichità, ora – spesso – di medioevo, con un risultato complessivo che mi suggeriva il Fantasy, genere che tuttavia non conoscevo – e non conosco – quasi per nulla.
La scoperta della struttura estremamente complessa e della cultura estremamente composita di questo universo, attraverso il racconto e attraverso le appendici e il glossario finale, era appassionante. Alcuni personaggi (gli Harkonnen, il Duca e il suo tragico destino, Lady Jessica, madre e sorta di sacerdotessa, Duncan Idaho, Chani, e – sopra tutti, naturalmente – Paul Atreides) mi sono rimasti nella memoria, così come la storia a grandi linee e la forza del duro ambiente desertico di Dune. Soprattutto, del libro mi colpì l’abilità nel dipingere un enorme affresco - fatto di storia pregressa, istituzioni, ambienti, situazioni, caratteri, razionalità e fattualità ma anche psicologia, spiritualità e mistero - nel quale una individualità innesca una scintilla da cui scaturisce un movimento di massa che stravolge tutto, compiendo l’impensabile. Ho sempre trovato forti analogie – alcune esplicite – tra Dune e la genesi dell’Islam, che nasce dal deserto; i Fremen per me erano una sorta di Beduini. Trovai inoltre estremamente stimolante l’ipotesi sul futuro dell’umanità, l’evoluzione delle religioni, il Jihad Butleriano come momento di svolta che cambia la traiettoria del progresso tecnologico: grande ammirazione per la mente di Herbert capace di concepire tutto questo, e grande apprezzamento per la migliore fantascienza, che permette di pensare con occhi nuovi, fuori dagli schemi, permettendo così di capire di più del nostro mondo, mentre ne descrive uno di invenzione.
Anche la scrittura di Dune mi colpì. Ricordo un effetto complessivo maestoso, che fluiva come un grande fiume, eccezionale nella creazione di atmosfere e suggestioni. Efficaci gli inserimenti di estratti da opere seguenti i fatti narrati e che ne parlano, tecnica non inedita, già utilizzata per esempio nella Fondazione di Asimov con gli estratti dell’Enciclopedia Galattica, che qui riesce a rendere ancor più forte la sensazione di trovarsi in un universo completo. Abbondanti i dialoghi, ficcanti, e frequenti le esplicitazioni dei pensieri dei personaggi, che giocano un ruolo chiave nell’opera. Insomma, non una lettura “leggera”, non particolarmente veloce, più impegnativa rispetto alla Fondazione di Asimov, ma non difficile o sgradevolmente faticosa: una esperienza potente.
A un neofita di fantascienza consiglierei di affrontare Herbert dopo Asimov, ma a tutti consiglio di leggere, a un certo punto, questo capolavoro.
PS1: ricordo che poco dopo giocai per qualche tempo a un videogioco su Dune; mi divertiva, mi riportava all’atmosfera di Dune, ma – mi pare – non lo finii, a un certo punto arrivavo in una situazione da cui non crescevo più, non andavo più avanti; almeno così mi sembra di ricordare.
PS2: ho appena visto al cinema il primo film di Villeneuve su Dune: mi è piaciuto moltissimo. Credo che sia riuscita la difficilissima impresa di rendere pienamente l’atmosfera e la storia del libro: raccomandato!