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Book
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Language
Italiano
Translator
Giuseppe Lippi
Publishing house
Mondadori
Series
Oscar Fantascienza
Edition number
5
Publication year
1992
Number of pages
259
Position in the list
26
The Review
"Avvincente food for thought per un ragazzo, indimenticato"
Lessi "Abissi d'Acciaio" da ragazzo.
Conoscevo già Asimov, avendo avuto la fortuna di iniziare a leggerlo dal Ciclo della Fondazione, proprio da "Cronache della Galassia", per la precisione.
Con "Abissi d'Acciaio", ecco invece il Ciclo dei Robot, che mi pare di ricordare di avere approcciato proprio con questo romanzo. Ricordo una lettura avvincente, un "page turner", come si suol dire, animata, oltre che dalla dimensione di giallo e thriller della storia, dalle folgoranti intuizioni di Asimov sulla società umana, sui meccanismi storici, su alcuni fenomeni psicologici, che sono a mio avviso il maggiore valore dei suoi libri di fantascienza più celebri.
Qui si parla dell'introduzione di nuove tecnologie e dell'effetto spiazzante che hanno su ampie fasce di popolazione, che presto sviluppano una profonda diffidenza e una sorda ostilità nei loro confronti; si ipotizza una società che si è letteralmente chiusa all'ambiente naturale, al punto che sostanzialmente nessuno sa stare all'aperto, è solo - densamente - urbana ed è sotto diverse dimensioni collettivista; la si confronta con un modello opposto, che ne è figlio ma ne è diventato l'antitesi e il dominatore e si raccontano le relazioni (tese) in una situazione del genere: tutto food for thought di prima qualità, per un giovane, che fa pensare, sviluppare esperimenti mentali, guardare alle cose da una prospettiva diversa.
Poi - certo - ci sono, non solo qui, le Leggi della Robotica, una soluzione di sintesi che ha una sua genialità (<<1 - Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno; 2 - Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non vadano in contrasto alla Prima Legge; 3 - Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché la salvaguardia di essa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.»: sicurezza, servizio, autoconservazione).
Non ho più dimenticato il personaggio burbero, non scevro di difetti, che non manca neppure di adottare ipotesi investigative totalmente errate, ma forte per dirittura morale e onestà intellettuale, che lo portano anche a cambiare profondamente le proprie convinzioni, di Elijah Baley (che mi pare di essermi sempre immaginato con le fattezze di Clint Eastwood), più ancora del personaggio di R. Daneel Olivaw (che mi pare di essermi sempre immaginato - un po' impropriamente - con le fattezze di Data, dalla saga di Star Trek).
Se vi piace pensare da differenti prospettive, confrontarvi con una mente fervida brillante di intelligenza quale quella di Isaac Asimov, ma anche intrattenervi, leggetelo, e, soprattutto, fatelo leggere ai vostri figli giovani.
Lessi "Abissi d'Acciaio" da ragazzo.
Conoscevo già Asimov, avendo avuto la fortuna di iniziare a leggerlo dal Ciclo della Fondazione, proprio da "Cronache della Galassia", per la precisione.
Con "Abissi d'Acciaio", ecco invece il Ciclo dei Robot, che mi pare di ricordare di avere approcciato proprio con questo romanzo. Ricordo una lettura avvincente, un "page turner", come si suol dire, animata, oltre che dalla dimensione di giallo e thriller della storia, dalle folgoranti intuizioni di Asimov sulla società umana, sui meccanismi storici, su alcuni fenomeni psicologici, che sono a mio avviso il maggiore valore dei suoi libri di fantascienza più celebri.
Qui si parla dell'introduzione di nuove tecnologie e dell'effetto spiazzante che hanno su ampie fasce di popolazione, che presto sviluppano una profonda diffidenza e una sorda ostilità nei loro confronti; si ipotizza una società che si è letteralmente chiusa all'ambiente naturale, al punto che sostanzialmente nessuno sa stare all'aperto, è solo - densamente - urbana ed è sotto diverse dimensioni collettivista; la si confronta con un modello opposto, che ne è figlio ma ne è diventato l'antitesi e il dominatore e si raccontano le relazioni (tese) in una situazione del genere: tutto food for thought di prima qualità, per un giovane, che fa pensare, sviluppare esperimenti mentali, guardare alle cose da una prospettiva diversa.
Poi - certo - ci sono, non solo qui, le Leggi della Robotica, una soluzione di sintesi che ha una sua genialità (<<1 - Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno; 2 - Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non vadano in contrasto alla Prima Legge; 3 - Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché la salvaguardia di essa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.»: sicurezza, servizio, autoconservazione).
Non ho più dimenticato il personaggio burbero, non scevro di difetti, che non manca neppure di adottare ipotesi investigative totalmente errate, ma forte per dirittura morale e onestà intellettuale, che lo portano anche a cambiare profondamente le proprie convinzioni, di Elijah Baley (che mi pare di essermi sempre immaginato con le fattezze di Clint Eastwood), più ancora del personaggio di R. Daneel Olivaw (che mi pare di essermi sempre immaginato - un po' impropriamente - con le fattezze di Data, dalla saga di Star Trek).
Se vi piace pensare da differenti prospettive, confrontarvi con una mente fervida brillante di intelligenza quale quella di Isaac Asimov, ma anche intrattenervi, leggetelo, e, soprattutto, fatelo leggere ai vostri figli giovani.