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The Review
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Ci sono periodi della storia romana di cui più o meno hanno sentito parlare tutti: le guerre puniche, la conquista della Gallia, Augusto, le conquiste di Traiano...
E ce ne sono poi altri che risultano abbastanza oscuri anche agli appassionati, e fra questi occupa sicuramente un posto d'onore la crisi del III secolo, il periodo che va dalla morte di Massimo Decimo Merid-NO, volevo dire di Marco Aurelio fino a circa il 284, e che su tantissimi manuali e libri divulgativi viene trattata piò o meno così: "c'è un gran casino, e poi arrivano Diocleziano e Costantino". and that's all, folks!

E' proprio in questo "gran casino", invece, che questo libro si tuffa di testa, riportando alla luce fatti, personaggi ed eventi di un periodo disperato e affascinante come solo le epoche di crisi possono esserlo, e dei suoi protagonisti brutali, avventati, talvolta improbabili e generalmente destinati a una pessima fine. Finché alla fine, sì, arriva Diocleziano. E il suo orto di cavoli.

L'autore Marco Cappelli, qui alla sua prima opera, non è del resto nuovo a tali tuffi: il suo (bellissimo) podcast "Storia d'Italia", arrivato ormai ben oltre le 100 puntate, ha accompagnato i suoi ascoltatori (presente!) attraverso il secolo della dissoluzione dell'impero d'Occidente per poi addentrarsi nel regno Gotico di Teodorico e successori, nel meraviglioso affresco della guerra greco-gotica e nella conquista longobarda. In questo libro il buon Cappelli riesce a travasare, non solo la sua evidente, irrefrenabile passione per la storia, ma anche la precisione rigorosa nella ricerca storica, sempre corroborata da fonti di altissimo livello, insieme con l'abilità narrativa che riesce a trascinare il lettore nel dipanarsi degli eventi, ma anche nella disamina delle cause profonde di tali eventi (chi si immaginava, per esempio, che alle origine della crisi ci fosse... l'inflazione monetaria?!), disseminando il tutto con riferimenti pop, dal Signore degli Anelli a Guerre Stellari che, quando sapientemente dosati come in questo caso, non guastano mai.

Ok, ma i barbari del titolo, sono i malvagi invasori che vorrebbero abbattere l'impero, giusto? Come direbbe Anakin Skywalker, NUOOOOOOOOOOO!
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