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Book
Fiction
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Language
Italian
Publishing house
Bompiani
Position in the list
2
The Review
2 voted this review
"Perché vi sia specchio del mondo occorre che il mondo abbia una forma, concluse Guglielmo, che era troppo filosofo per la mia mente adolescente".
Allora, recensire questo libro non è facile perché si presta a mille livelli di lettura diversi, alcuni dei quali non più molto attuali (come la contrapposizione tra sinistra di partito e sinistra di piazza, e giù randellate fra le due) o apertamente ironici (come il fatto che ci si auguri nessun pontefice, dopo Giovanni XXII, prenda più quel nome, "ormai così inviso ai buoni") e talvolta di difficile comprensione ("stat rosa pristina nom"EH?).
Al netto di tutto questo, però, resta un incredibile romanzo storico, a parere di chi scrive questa umile recensione IL romanzo storico per eccellenza, un affresco medievale scritto da qualcuno che il medioevo effettivamente lo capiva, in grado di mettere in scena non solo quel mondo, ma la lettura che di quel mondo poteva avere un novizio benedettino affidato alle cure di un frate francescano (e che francescano).
Un giallo monastico che, come dice l'autore nel preambolo, è soprattutto storia di libri, ("e quindi di sogni", potrebbe chiosare Adso), e quindi una storia fatta di altre storie, pericolose, terribili e affascinanti, chiuse in una impenetrabile biblioteca.
Perché, diceva Guglielmo che dicesse Alano delle Isole,
Omnis mundi creatura,
quasti liber et pictura,
nobis est, et speculum.
Allora, recensire questo libro non è facile perché si presta a mille livelli di lettura diversi, alcuni dei quali non più molto attuali (come la contrapposizione tra sinistra di partito e sinistra di piazza, e giù randellate fra le due) o apertamente ironici (come il fatto che ci si auguri nessun pontefice, dopo Giovanni XXII, prenda più quel nome, "ormai così inviso ai buoni") e talvolta di difficile comprensione ("stat rosa pristina nom"EH?).
Al netto di tutto questo, però, resta un incredibile romanzo storico, a parere di chi scrive questa umile recensione IL romanzo storico per eccellenza, un affresco medievale scritto da qualcuno che il medioevo effettivamente lo capiva, in grado di mettere in scena non solo quel mondo, ma la lettura che di quel mondo poteva avere un novizio benedettino affidato alle cure di un frate francescano (e che francescano).
Un giallo monastico che, come dice l'autore nel preambolo, è soprattutto storia di libri, ("e quindi di sogni", potrebbe chiosare Adso), e quindi una storia fatta di altre storie, pericolose, terribili e affascinanti, chiuse in una impenetrabile biblioteca.
Perché, diceva Guglielmo che dicesse Alano delle Isole,
Omnis mundi creatura,
quasti liber et pictura,
nobis est, et speculum.