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Language
Latin/Italian
Translator
Nicola Gardini
Publishing house
Feltrinelli
Publication year
2014
Position in the list
3
The Review
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Catullo di solito a scuola passa come il poeta dell'amore, nonché l'autore di una delle poche poesie in latino che almeno qualcuno ha imparato a memoria: Odi et amo...

Invece, scrive Nicola Gardini nell'introduzione alla (bella) edizione Feltrinelli, e io da povero scemo qual sono mi permetto di essere d'accordo, Catullo non è questo o almeno non è *solo* questo. Catullo è il poeta della perdita: la perdita della donna amata e dei baci del fianciullo prediletto, certo, ma anche la perdita dei valori della Repubblica, fatti a pezzi da Cesare e dal genero Pompeo ("Perdidistis omnia!"), del fratello che a lui, proprio a lui la sorte ha strappato ("Fortuna mihi tete abstulit ipsum"), e della propria identità, di uomo e di maschio, come Attis evirato che viaggia sull'alto mare, ma in generale di tutto ciò che lui, Gaio Valerio Catullo, è ed è stato, lui donna, lui adolescente, lui fanciullo, come esprime in alcuni dei versi più belli della poesia latina e non solo di quella latina:
ego non quod obierim?
ego mulier, ego adolescens, ego ephebus, ego puer,
ego gymnasi fui flos, ego eram decus olei...

L'edizione Feltrinelli curata da Gardini offre, oltre all'introduzione da cui (indegnamente) proviene quasi tutto quello che è scritto qua sopra, una rinnovata traduzione in versi ad opera dello stesso Gardini, che riesce ad essere fedele al testo originale pur mostrando una propria, autoriale bellezza.
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