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The Review
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Cominci a leggere e appare chiaro: Woody Allen che racconta Woody Allen con lo stile di una sceneggiatura di Woody Allen. “Ti piacerà, perché ti piace Woody Allen”, pensi. Per metà libro scorre come Rhapsody in blue, frizzante da un’infanzia serena e divertente fino all’esplosione come giovanissimo umorista. Lo sfarzo del mondo da lui stesso sognato al cinema: Manhattan, Broadway, Hollywood, donne bellissime e affascinanti, segnate da diverse gradazioni di follia, grandi personaggi del mondo dello spettacolo spesso bizzarri; quello che ti aspetteresti. Poi la parte su Mia Farrow più drammatica di quanto aspetteresti, e la conclusione amara nel periodo in cui è appestato come mai prima sulle scorie del #MeToo. Un’immagine finale che non ha potuto non ricordarmi ancora una volta “La macchia umana” di Roth e quanto lucido e significativo sia stato quel romanzo. Al centro una personalità non ammirevole, ma che su alcuni aspetti può essere d’esempio. Avrei apprezzato la lettura anche se fosse stata solo una continua risata nichilista, perché di talento: ma è qualcosa di più. Consigliata.