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Fiction
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The Review
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Forse un giorno riuscirò a produrre una recensione di questo libro. Per ora mi limito a dire che è per me quasi l’equivalente di un testo sacro. Mi ci approccio con reverenza escatologica, pur essendo in fondo un libro molto semplice. È un ottimo distillato di spiritualità orientale, col pregio di essere opera di un tedesco della prima metà del ‘900. Più di molti altri romanzi riflette sfumature diverse a seconda dell’età del lettore e del suo momento di vita; questo per via di una trama ridotta all’essenziale. L’ultimo capitolo, fra le pagine più belle che abbia letto in vita mia, racchiude il ritratto più convincente che abbia mai trovato del concetto di “illuminazione”. Dopo una prima lettura integrale è apprezzabilissimo anche come lettura antologica, di poche pagine, anche aprendo il libro a caso, perché ogni capitolo custodisce diversi significati che prescindono dalla trama. Consigliata la traduzione di Massimo Mila, tecnicamente imperfetta ma suggestiva tanto da conservarne la sacralità, anche per la storia che vi sta dietro. Nel titolo dell’ultima edizione di Adelphi, come da immagine, troverete una seconda H, più fedele all’originale tedesco.
Pensandoci meglio, appena dopo aver scritto queste poche righe, non credo che ne scriverò mai una vera recensione. È un libro che ad alcuni può comunicare molto, ad altri qualcosa, ad altri ancora poco e niente. Va semplicemente letto per fare la propria esperienza, e ritengo non vi sia altro da aggiungere.
Pensandoci meglio, appena dopo aver scritto queste poche righe, non credo che ne scriverò mai una vera recensione. È un libro che ad alcuni può comunicare molto, ad altri qualcosa, ad altri ancora poco e niente. Va semplicemente letto per fare la propria esperienza, e ritengo non vi sia altro da aggiungere.