Non-fiction
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1
The Review
La mia principale fonte per il podcast “Guerre incivili”, l’opera di Christopher J. Dart è davvero encomiabile ed è un vero peccato che non sia tradotta in italiano: è, per quanto ne sappia io, l’unica opera storica contemporanea dedicata alla Guerra Sociale, un evento che merita a mio avviso molta più attenzione da parte degli storici italiani, e in generale del grande pubblico, in quanto è il vero punto “di non ritorno” dell’evoluzione della penisola italiana: da una collezione di città-stato confederate con Roma ad uno stato unitario (quasi proto-nazionale), da un sistema politico repubblicano piuttosto stabile, ad uno nel quale la violenza politica è ormai endemica.
Si tratta di un saggio agevole e documentatissimo: è di appena 250 pagine, ma racchiude davvero tutto quello che è necessario conoscere sulla guerra sociale.
La prima parte (la più ostica) rivede la storia della storiografia sulla guerra sociale. Il secondo capitolo è una disanima delle varie fonti antiche sulla guerra sociale (per me fondamentale per poi andare a leggerle tutte!). Molto interessante il passaggio sui vari nomi della Guerra Sociale.
E’ un po' data per scontata una conoscenza della struttura politica della Roma repubblicana (che ho narrato nell’episodio “La Repubblica” del podcast), quindi vale la pena rinfrescare la memoria a riguardo prima di leggere il libro.
Il resto del libro segue la struttura che ho voluto dare anche a “Guerre incivili”: prima un’analisi degli eventi del II secolo a.C., poi una disanima degli eventi immediatamente precedenti allo scoppio della guerra (centrati su Livio Druso). Nei seguenti capitoli, Dart ricostruisce sapientemente il complicato puzzle militare della guerra, dal 91 all’88, senza mai abbandonare lo sguardo sull’evoluzione politica a Roma e il passaggio delle varie leggi che estendono la cittadinanza alle comunità italiane.
L’ultimo capitolo analizza invece l’importanza delle questione rimaste aperte della guerra sociale nei decenni seguenti (dall’88 al 70) relative soprattutto al suffragio, la possibilità per gli italiani di votare nelle elezioni romane.
In generale, è uno sguardo molto innovativo e dettagliato sulla guerra sociale, sui suoi antefatti e sulle sue conseguenze. Un’ottima lettura, che però necessita di una buona conoscenza del contesto di base. Strepitosa bibliografia.
[Recensione originariamente pubblicata nella pagina "Fonti" del sito di "Storia d'Italia": link sottostante]
Si tratta di un saggio agevole e documentatissimo: è di appena 250 pagine, ma racchiude davvero tutto quello che è necessario conoscere sulla guerra sociale.
La prima parte (la più ostica) rivede la storia della storiografia sulla guerra sociale. Il secondo capitolo è una disanima delle varie fonti antiche sulla guerra sociale (per me fondamentale per poi andare a leggerle tutte!). Molto interessante il passaggio sui vari nomi della Guerra Sociale.
E’ un po' data per scontata una conoscenza della struttura politica della Roma repubblicana (che ho narrato nell’episodio “La Repubblica” del podcast), quindi vale la pena rinfrescare la memoria a riguardo prima di leggere il libro.
Il resto del libro segue la struttura che ho voluto dare anche a “Guerre incivili”: prima un’analisi degli eventi del II secolo a.C., poi una disanima degli eventi immediatamente precedenti allo scoppio della guerra (centrati su Livio Druso). Nei seguenti capitoli, Dart ricostruisce sapientemente il complicato puzzle militare della guerra, dal 91 all’88, senza mai abbandonare lo sguardo sull’evoluzione politica a Roma e il passaggio delle varie leggi che estendono la cittadinanza alle comunità italiane.
L’ultimo capitolo analizza invece l’importanza delle questione rimaste aperte della guerra sociale nei decenni seguenti (dall’88 al 70) relative soprattutto al suffragio, la possibilità per gli italiani di votare nelle elezioni romane.
In generale, è uno sguardo molto innovativo e dettagliato sulla guerra sociale, sui suoi antefatti e sulle sue conseguenze. Un’ottima lettura, che però necessita di una buona conoscenza del contesto di base. Strepitosa bibliografia.
[Recensione originariamente pubblicata nella pagina "Fonti" del sito di "Storia d'Italia": link sottostante]