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Language
Italian
Translator
Matteo Curtoni&Maura Parolini
Publishing house
Marsilio/Feltrinelli
Publication year
2013
Number of pages
371
Position in the list
14
The Review
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L'ira del Pelide Achille, a cantarla, non è qui la Musa ma Patroclo in persona. Povero Patroclo, condannato in eterno al ruolo di espediente narrativo, ingranaggio senza il quale il racconto non va avanti, ma del quale in sostanza non frega niente a nessuno.
Grazie Patroclo, grazie di esserti fatto scannare, adesso sì che gli Uomini Veri possono iniziare a darsele.

Sia chiaro, io non lo so se l'autrice sia partita da qui, ma il romanzo questo fa: riesce a dar voce all’unico greco che a Troia va in battaglia non per l’onore, la gloria o il bottino, ma perché è la cosa giusta da fare. E per amore.
“Non otterrai la gloria per la tua abilità in combattimento”, gli dice Chirone, “tuttavia diventare un buon soldato non è al di là delle tue possibilità. Desideri imparare?” E Patroclo risponde di no. In un mondo in cui gli uomini sono valutati in base alla loro capacità omicida, Patroclo ha il coraggio di decidere di non volerne sapere, di non voler sapere altro, della guerra, se non quanto può viverne attraverso il suo amato Achille.

E veniamo quindi ad Achille, perché sai com'è, ci sarebbe il suo nome nel titolo. Visto attraverso gli occhi di Patroclo, anche il Pie’ Veloce esce dai rigidi confini del personaggio omerico, della macchina di morte talvolta un po’ frignona, e guadagna lo spessore dell’uomo, pardon, del semidio alle prese con le mille contraddizioni della sua doppia natura, dei suoi sentimenti contrastanti, del suo destino forse troppo grande.

Non è tutto perfetto nel romanzo, intendiamoci, alcuni personaggi sono tagliati abbastanza con l’accetta (tipo Agamennone) e alcune situazioni sono gestite in modo piuttosto implausibile (tipo tutto ciò che riguarda Briseide). Eppure l’autrice riesce nella non facile impresa di dare una originale ma fedele rilettura del mito che ricordano tutti ma pochi conoscono davvero (c’è tutto, il mito, non solo i dieci anni di guerra ma anche il prima, e il dopo), riportando a dimensione umana una storia in cui dei, centauri e ombre dei morti camminano in mezzo ai mortali. E in cui due amanti separati dal Fato possono ancora sperare di rincontrarsi dopo la morte.
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