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Book
Fiction
Read Entirely
Read one time
Language
Italiano
Translator
Carlo Coardi
Publishing house
Bompiani
Edition number
2005
Publication year
1939
Number of pages
474
Position in the list
5
The Review
2 voted this review
"Non sarebbe mai venuta la fine finché la paura si fosse tramutata in furore"
Nel pieno della Grande Depressione, i coltivatori del Midwest vengono messi in ginocchio dai "dust bowl", tremende tempeste di polvere dovute alla siccità, che rendono la loro terra inutilizzabile. Una casa venduta per pochi dollari, un grande carro pieno di speranza e la California da raggiungere.
Il racconto della famiglia Joad è quello delle migliaia di famiglie costrette a tornare indietro nel tempo e imitare i loro avi, che inseguivano il Far West per trovare ricchezza e prosperità. A cambiare, stavolta, è però l'obiettivo: non oro e nuova terra, ma un lavoro dignitoso per poter ricominciare da zero dopo aver visto andare in fumo gli sforzi di una vita.
Un'epopea cruda, che porta alla luce storie di sopraffazioni e vessazioni, di uomini senza scrupoli che sfruttano la miseria e le necessità dei migranti per il loro profitto. Tracce di disumanità, episodi di violenza che rivelano la natura dell'uomo e tracciano un solco profondo, partito dall'alba dei tempi e arrivato fino ai giorni nostri.
Consigliati anche la visione della trasposizione cinematografica del 1940 e l'ascolto dell'album musicale "The Ghost of Tom Joad" di Bruce Springsteen.
Frasi da sottolineare:
- “E’ doloroso, ma noi non c’entriamo. E’ il mostro. La banca non è un essere umano”.
“Va bene, ma è una società di esseri umani”.
“Niente affatto. Questo è il vostro errore. La banca è qualcosa di diverso da un essere umano. Capita che chiunque faccia parte di una banca non approvi l’operato della banca, eppure la banca lo fa lo stesso. Vi ripeto che la banca è qualcosa di più di un essere umano. E’ il mostro. L’hanno fatta degli uomini, questo sì, ma gli uomini non la possono tenere sotto controllo”.
- Si tratta di ricominciare. Ma alla nostra età? Un bimbo può, ma noi? Io e te, vedi, siamo quel ch’è stato: non potremo mai essere quel che sarà.
- Com’è possibile vivere senza le cose che sono la nostra vita? Spogli del nostro passato non ci riconosciamo.
- Ma non hanno idea che possa esistere qualcosa di meglio di quello che hanno; è per questo che si adattano a tutto.
- D’altra parte cos’è che chiamate peccato? Il peccato è una cosa che non si sa se è bene o è male. Quelli che sono sempre sicuri di far bene, non hanno scrupoli, non sanno che cosa sia il peccato.
- E gli occhi dei poveri riflettono, con la tristezza della sconfitta, un crescente furore. Nei cuori degli umili maturano i frutti del furore e s’avvicina l’epoca della vendemmia
- Siamo più adattabili [noi donne] che voi altri uomini. Noi, la vita ce la portiamo sulle braccia, voialtri ve la portate dentro la testa.
- L’uomo vive a scosse. Muore un vecchio, o nasce un bambino, sono due scosse. Compra una terra, o perde la sua, son due scosse. La donna si lascia vivere, un po’ come l’acqua d’un fiume: piccole anse, piccole cascate, ma l’acqua continua a scorrere. E’ così che noi donne vediamo la vita. Nessuno di noi muore del tutto; la gente continua, con qualche cambiamento, magari, ma continua.
- Ma, dico io, chi ha una pariglia di cavalli, e se ne serve per arare, per coltivare, non si sognerebbe mai di metterli fuori dalle stalle e lasciarli morire di fame, quando manca il lavoro nei campi. Ah, ma quelli sono cavalli… Noi siamo uomini.
Nel pieno della Grande Depressione, i coltivatori del Midwest vengono messi in ginocchio dai "dust bowl", tremende tempeste di polvere dovute alla siccità, che rendono la loro terra inutilizzabile. Una casa venduta per pochi dollari, un grande carro pieno di speranza e la California da raggiungere.
Il racconto della famiglia Joad è quello delle migliaia di famiglie costrette a tornare indietro nel tempo e imitare i loro avi, che inseguivano il Far West per trovare ricchezza e prosperità. A cambiare, stavolta, è però l'obiettivo: non oro e nuova terra, ma un lavoro dignitoso per poter ricominciare da zero dopo aver visto andare in fumo gli sforzi di una vita.
Un'epopea cruda, che porta alla luce storie di sopraffazioni e vessazioni, di uomini senza scrupoli che sfruttano la miseria e le necessità dei migranti per il loro profitto. Tracce di disumanità, episodi di violenza che rivelano la natura dell'uomo e tracciano un solco profondo, partito dall'alba dei tempi e arrivato fino ai giorni nostri.
Consigliati anche la visione della trasposizione cinematografica del 1940 e l'ascolto dell'album musicale "The Ghost of Tom Joad" di Bruce Springsteen.
Frasi da sottolineare:
- “E’ doloroso, ma noi non c’entriamo. E’ il mostro. La banca non è un essere umano”.
“Va bene, ma è una società di esseri umani”.
“Niente affatto. Questo è il vostro errore. La banca è qualcosa di diverso da un essere umano. Capita che chiunque faccia parte di una banca non approvi l’operato della banca, eppure la banca lo fa lo stesso. Vi ripeto che la banca è qualcosa di più di un essere umano. E’ il mostro. L’hanno fatta degli uomini, questo sì, ma gli uomini non la possono tenere sotto controllo”.
- Si tratta di ricominciare. Ma alla nostra età? Un bimbo può, ma noi? Io e te, vedi, siamo quel ch’è stato: non potremo mai essere quel che sarà.
- Com’è possibile vivere senza le cose che sono la nostra vita? Spogli del nostro passato non ci riconosciamo.
- Ma non hanno idea che possa esistere qualcosa di meglio di quello che hanno; è per questo che si adattano a tutto.
- D’altra parte cos’è che chiamate peccato? Il peccato è una cosa che non si sa se è bene o è male. Quelli che sono sempre sicuri di far bene, non hanno scrupoli, non sanno che cosa sia il peccato.
- E gli occhi dei poveri riflettono, con la tristezza della sconfitta, un crescente furore. Nei cuori degli umili maturano i frutti del furore e s’avvicina l’epoca della vendemmia
- Siamo più adattabili [noi donne] che voi altri uomini. Noi, la vita ce la portiamo sulle braccia, voialtri ve la portate dentro la testa.
- L’uomo vive a scosse. Muore un vecchio, o nasce un bambino, sono due scosse. Compra una terra, o perde la sua, son due scosse. La donna si lascia vivere, un po’ come l’acqua d’un fiume: piccole anse, piccole cascate, ma l’acqua continua a scorrere. E’ così che noi donne vediamo la vita. Nessuno di noi muore del tutto; la gente continua, con qualche cambiamento, magari, ma continua.
- Ma, dico io, chi ha una pariglia di cavalli, e se ne serve per arare, per coltivare, non si sognerebbe mai di metterli fuori dalle stalle e lasciarli morire di fame, quando manca il lavoro nei campi. Ah, ma quelli sono cavalli… Noi siamo uomini.