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Book
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Language
Italiano
Translator
Fabio Ferri
Publishing house
Fandango
Edition number
2014
Publication year
2014
Number of pages
317
Position in the list
9
The Review
1 voted this review
“Vincere o perdere, ma sempre con democrazia”
L'ambiente del calcio è ignorante, rozzo, rurale e conservatore. Dominato da uomini, intriso di logiche di prevaricazione e nonnismo, teso al profitto e, soprattutto, legato a doppio filo con la politica.
La storia raccontata in Compagni di stadio è quella del Corinthians degli anni '80, la squadra brasiliana che creò il primo e unico movimento di autogestione calcistica della storia, la "Democracia Corinthiana". Nello spogliatoio del Time do povo, la squadra del popolo, ogni decisione veniva presa interpellando tutti i membri della squadra, dal fuoriclasse al magazziniere. Un'anarchia malvista da un ambiente retrogrado in un paese culturalmente arretrato come il Brasile, nel pieno dell'Operazione Condor e della spietata dittatura militare, poco conosciuta in Italia ma violenta quanto quelle dei vicini Cile e Argentina. Un '68 ritardato, costretto a difendersi dai tentativi di repressione ma uscito, seppur con le ossa rotte, vincitore.
Solange Cavalcanti ripercorre la storia brasiliana, sociale e calcistica, dai primi del '900 alla fine del regime nel 1985: le dinamiche di campo si intrecciano con quelle politiche, portando i calciatori del Corinthians a indossare slogan elettorali sulle maglie da gara e a vedere un proprio compagno ricevere 60 mila voti come segno di protesta da parte dei corinthiani verso il governo. Nelle pieghe del racconto, tanti aneddoti legati alla cultura paulista tra superstizione e genialità, trasmessi con una scrittura leggera e sempre attenta a rispettare le mille sfaccettature del popolo brasiliano.
Frasi da sottolineare:
- Se, nella politica, non siamo ancora preparati per la democrazia, figuriamoci nel calcio
- Una buona ingiustizia è sempre preferibile al disordine. La vera democrazia consiste nel governare con pugno di ferro le masse infantili, bisognose e dipendenti
- Detto brasiliano: "La posizione del portiere è talmente ingrata che dove gioca lui non ci cresce più nemmeno l’erba"
- Socrates: “Per me il calcio è il microcosmo nel macrocosmo della vita”
- Tostao: “Coloro che lottano sul campo da gioco devono lottare anche per i propri diritti, partecipare, avere un’opinione e decidere le cose nelle loro società”
L'ambiente del calcio è ignorante, rozzo, rurale e conservatore. Dominato da uomini, intriso di logiche di prevaricazione e nonnismo, teso al profitto e, soprattutto, legato a doppio filo con la politica.
La storia raccontata in Compagni di stadio è quella del Corinthians degli anni '80, la squadra brasiliana che creò il primo e unico movimento di autogestione calcistica della storia, la "Democracia Corinthiana". Nello spogliatoio del Time do povo, la squadra del popolo, ogni decisione veniva presa interpellando tutti i membri della squadra, dal fuoriclasse al magazziniere. Un'anarchia malvista da un ambiente retrogrado in un paese culturalmente arretrato come il Brasile, nel pieno dell'Operazione Condor e della spietata dittatura militare, poco conosciuta in Italia ma violenta quanto quelle dei vicini Cile e Argentina. Un '68 ritardato, costretto a difendersi dai tentativi di repressione ma uscito, seppur con le ossa rotte, vincitore.
Solange Cavalcanti ripercorre la storia brasiliana, sociale e calcistica, dai primi del '900 alla fine del regime nel 1985: le dinamiche di campo si intrecciano con quelle politiche, portando i calciatori del Corinthians a indossare slogan elettorali sulle maglie da gara e a vedere un proprio compagno ricevere 60 mila voti come segno di protesta da parte dei corinthiani verso il governo. Nelle pieghe del racconto, tanti aneddoti legati alla cultura paulista tra superstizione e genialità, trasmessi con una scrittura leggera e sempre attenta a rispettare le mille sfaccettature del popolo brasiliano.
Frasi da sottolineare:
- Se, nella politica, non siamo ancora preparati per la democrazia, figuriamoci nel calcio
- Una buona ingiustizia è sempre preferibile al disordine. La vera democrazia consiste nel governare con pugno di ferro le masse infantili, bisognose e dipendenti
- Detto brasiliano: "La posizione del portiere è talmente ingrata che dove gioca lui non ci cresce più nemmeno l’erba"
- Socrates: “Per me il calcio è il microcosmo nel macrocosmo della vita”
- Tostao: “Coloro che lottano sul campo da gioco devono lottare anche per i propri diritti, partecipare, avere un’opinione e decidere le cose nelle loro società”