Must read!
Book
Fiction
Read Entirely
Read one time
Language
Italiano
Translator
Adriana Dell'Orto
Publishing house
Minimum Fax
Edition number
2017
Publication year
1961
Number of pages
439
Position in the list
2
The Review
2 voted this review
La perfetta trasposizione del prototipo della famiglia americana anni '50: una giovane coppia formata da un brillante lavoratore e una devota casalinga, residenti nella zona più borghese della città, prigionieri di tutto ciò che è tendenza dominante.
Dietro il sipario, il buio. I fantasmi di un passato irrealizzato incrinano il rapporto, la voglia di avere qualcosa di più di un solido e ripetitivo lavoro porta entrambi a perdersi, mantenendo però lo stato di calma apparente.
Con descrizioni semplici e follemente reali, Yates illustra la quotidianità di una coppia che vorrebbe vivere in un quadro ma non riesce a fissare la cornice, passando attraverso tradimenti, gravidanze e viaggi.
Le dinamiche relazionali sono descritte in modo tanto minuzioso da rendere il lettore protagonista di ogni dialogo, portandolo a dubitare di se stesso e del fatto che quello che sta leggendo sia solo un libro.
Un finale incredibilmente giusto, seppur annegato nella crudeltà, che stravolge l'anima alla chiusura della quarta di copertina.
Frasi da segnalare:
- Nei suoi piani non c’era mai stato posto per il peso e l’urto della realtà.
- Odiava vederla poi dissolversi sotto i suoi occhi e tramutarsi nella creatura sgraziata e sofferente la cui esistenza egli tentava di negare ogni giorno della sua vita, ma che conosceva altrettanto bene e dolorosamente di quanto conosceva se stesso.
- Ma una maniera di uscirne c’era sempre stata, dignitosa o meno, scoperta grazie al semplice processo di chiedere prima scusa e poi attendere, sforzandosi di non pensarci troppo. Ormai questo atteggiamento lo sentiva familiare, come una vecchia giacca comoda e sdrucita. Era in grado di sfoggiarlo con una certa disinvoltura voluttuosa, perché gli permetteva una completa sospensione di volontà e orgoglio.
- È una malattia. La gente ha smesso di pensare, di provare emozioni, di interessarsi alle cose; nessuno che si appassioni o creda in qualcosa che non sia la sua piccola, dannata, comoda mediocrità.
- Non era quello, chiese, un episodio assolutamente tipico dei tempi e del luogo in cui vivevano? Un uomo poteva avere un accesso di follia, fracassare tutto e fare a pugni con la polizia, eppure gli irrigatori automatici continuavano a turbinare al tramonto su ogni prato, e la televisione a ronzare in ogni soggiorno. L’unico figlio di una donna tornava a casa pazzo, infliggendole Dio sa quali agonie di dolore e di colpa, e quella continuava a darsi da fare con questioni di piano regolatore, con piccole gentilezze da buona vicina, portando qua e là scatoloni pieni di piante da giardino.
- E nonostante tutto ciò, guardate quel che succede quando un uomo perde davvero il cervello: si chiama la polizia, lo si toglie al più presto dalla circolazione, lo si porta via, lo si rinchiude, prima che svegli il vicinato. Cristo, quando in un modo o nell’altro si arriva al dunque, ci accorgiamo di essere ancora nel Medioevo. E’ come se tutti si fossero tacitamente accordati per vivere in uno stato di perenne illusione. Al diavolo la realtà! Dateci un bel po’ di belle stradine serpeggianti e di casette dipinte di bianco, rosa e celeste; fateci essere tutti buoni consumatori, fateci avere un bel senso di Appartenenza e allevare i figli in un bagno di sentimentalismo – papà è un grand’uomo perché guadagna quanto basta per campare, mamma è una gran donna perché è rimasta accanto a papà per tutti questi anni – e se mai la buona vecchia realtà dovesse venire a galla e farci bu!, ci daremo un gran da fare per fingere che non sia accaduto affatto.
- Certo che dovremo affrontarli, ed è anche certo che non sarà facile. Conosci qualcosa che valga la pena di essere fatto e che sia facile?
Dietro il sipario, il buio. I fantasmi di un passato irrealizzato incrinano il rapporto, la voglia di avere qualcosa di più di un solido e ripetitivo lavoro porta entrambi a perdersi, mantenendo però lo stato di calma apparente.
Con descrizioni semplici e follemente reali, Yates illustra la quotidianità di una coppia che vorrebbe vivere in un quadro ma non riesce a fissare la cornice, passando attraverso tradimenti, gravidanze e viaggi.
Le dinamiche relazionali sono descritte in modo tanto minuzioso da rendere il lettore protagonista di ogni dialogo, portandolo a dubitare di se stesso e del fatto che quello che sta leggendo sia solo un libro.
Un finale incredibilmente giusto, seppur annegato nella crudeltà, che stravolge l'anima alla chiusura della quarta di copertina.
Frasi da segnalare:
- Nei suoi piani non c’era mai stato posto per il peso e l’urto della realtà.
- Odiava vederla poi dissolversi sotto i suoi occhi e tramutarsi nella creatura sgraziata e sofferente la cui esistenza egli tentava di negare ogni giorno della sua vita, ma che conosceva altrettanto bene e dolorosamente di quanto conosceva se stesso.
- Ma una maniera di uscirne c’era sempre stata, dignitosa o meno, scoperta grazie al semplice processo di chiedere prima scusa e poi attendere, sforzandosi di non pensarci troppo. Ormai questo atteggiamento lo sentiva familiare, come una vecchia giacca comoda e sdrucita. Era in grado di sfoggiarlo con una certa disinvoltura voluttuosa, perché gli permetteva una completa sospensione di volontà e orgoglio.
- È una malattia. La gente ha smesso di pensare, di provare emozioni, di interessarsi alle cose; nessuno che si appassioni o creda in qualcosa che non sia la sua piccola, dannata, comoda mediocrità.
- Non era quello, chiese, un episodio assolutamente tipico dei tempi e del luogo in cui vivevano? Un uomo poteva avere un accesso di follia, fracassare tutto e fare a pugni con la polizia, eppure gli irrigatori automatici continuavano a turbinare al tramonto su ogni prato, e la televisione a ronzare in ogni soggiorno. L’unico figlio di una donna tornava a casa pazzo, infliggendole Dio sa quali agonie di dolore e di colpa, e quella continuava a darsi da fare con questioni di piano regolatore, con piccole gentilezze da buona vicina, portando qua e là scatoloni pieni di piante da giardino.
- E nonostante tutto ciò, guardate quel che succede quando un uomo perde davvero il cervello: si chiama la polizia, lo si toglie al più presto dalla circolazione, lo si porta via, lo si rinchiude, prima che svegli il vicinato. Cristo, quando in un modo o nell’altro si arriva al dunque, ci accorgiamo di essere ancora nel Medioevo. E’ come se tutti si fossero tacitamente accordati per vivere in uno stato di perenne illusione. Al diavolo la realtà! Dateci un bel po’ di belle stradine serpeggianti e di casette dipinte di bianco, rosa e celeste; fateci essere tutti buoni consumatori, fateci avere un bel senso di Appartenenza e allevare i figli in un bagno di sentimentalismo – papà è un grand’uomo perché guadagna quanto basta per campare, mamma è una gran donna perché è rimasta accanto a papà per tutti questi anni – e se mai la buona vecchia realtà dovesse venire a galla e farci bu!, ci daremo un gran da fare per fingere che non sia accaduto affatto.
- Certo che dovremo affrontarli, ed è anche certo che non sarà facile. Conosci qualcosa che valga la pena di essere fatto e che sia facile?