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Italiano
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La biblioteca di Repubblica
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36
The Review
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Iniziato per puro caso su un aereo intercontinentale, questo romanzo mi ha accompagnata per tutta la durata del viaggio e, considerata la mole, per del tempo a seguire. E' stato tempo ben speso.
Il titolo originale ci dice qualcosa di essenziale su cosa ci si debba attendere dal romanzo: "Vanity Fair: A novel without a Hero".
"La fiera delle vanità" è un romanzo contemporaneo, proprio perché Becky Sharp (nomen omen) è un'antieroina ben lontana da quelle caratterizzazioni tutto vizio o tutta virtù a cui il lettore dell'epoca era senz'altro abituato. Una Madame Bovary inglese, Becky ci è senz'altro più simpatica perché padrona del proprio destino.
La scrittura è intelligente e scorrevole, la lettura avvincente. Molto interessante lo sfondo su cui si staglia la storia, quello delle guerre napoleoniche.
Se avete amato anche voi questo libro, non consiglio la trasposizione cinematografica del 2004: solo una pallida (e davvero troppo stringata) riproduzione dell'originale letterario.
Il titolo originale ci dice qualcosa di essenziale su cosa ci si debba attendere dal romanzo: "Vanity Fair: A novel without a Hero".
"La fiera delle vanità" è un romanzo contemporaneo, proprio perché Becky Sharp (nomen omen) è un'antieroina ben lontana da quelle caratterizzazioni tutto vizio o tutta virtù a cui il lettore dell'epoca era senz'altro abituato. Una Madame Bovary inglese, Becky ci è senz'altro più simpatica perché padrona del proprio destino.
La scrittura è intelligente e scorrevole, la lettura avvincente. Molto interessante lo sfondo su cui si staglia la storia, quello delle guerre napoleoniche.
Se avete amato anche voi questo libro, non consiglio la trasposizione cinematografica del 2004: solo una pallida (e davvero troppo stringata) riproduzione dell'originale letterario.