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Book
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Language
Italiano
Publishing house
Rizzoli
Edition number
2
Publication year
1993
Number of pages
171
Position in the list
12
The Review
2 voted this review
“L’intera Sicilia è una dimensione fantastica. Come si fa a viverci senza immaginazione?” Leonardo Sciascia.
Non è semplice parlare di questo libro-intervista.
Anzitutto per ragioni autobiografiche, perché se a dodici anni non avessi preso (di nascosto) dalla libreria di casa questo libro, molto probabilmente non mi occuperei di diritto, e sicuramente non sarei la persona che sono. E poi perché si ha quasi la sensazione di mancare di rispetto, a parlarne ad alta voce.
Leggendo “Cose di Cosa Nostra” ci si ritrova catapultati, grazie ad un linguaggio conciso, lineare, ricco di esempi ed evocativo, in un mondo fatto di maxiprocessi, traffici internazionali di droga e codici d’onore. Si tratta di un mondo distante che purtuttavia fa parte del nostro DNA. Sono cose nostre, per l’appunto.
L’intervista è suddivisa in sei capitoli, ciascuna con una sua parziale autonomia. Seppur sicuramente datato (ed infatti, di molto sono cambiate le dinamiche nel mondo delle mafie contemporanee), “Cose di Cosa Nostra” ha un valore didascalico molto importante. Si percepisce distintamente un metodo dietro al racconto.
Non ci si aspetti certo di trovarvi banalità moralisticheggianti o scenari eroici alla Francis Ford Coppola.
Il mondo del giudice Falcone è tutt’altro che eroico, ma non è neppure squallido. E’ umano, sociologicamente ricchissimo. Colpisce particolarmente, e suscita grande ammirazione, almeno nella sottoscritta, il rispetto umano e la cavalleria (!) che l’intervistato mostra nei confronti dei propri avversari, con i quali questi condivide il luogo di nascita e in taluni casi anche l’infanzia.
E’ impressionante il confronto della storia della lotta a Cosa Nostra, e quindi della storia dell’Italia contemporanea, con la terza di copertina, che contiene la biografia cristallizzata al 1991. Non c’è bisogno, forse, di aggiungere altro.
Non è semplice parlare di questo libro-intervista.
Anzitutto per ragioni autobiografiche, perché se a dodici anni non avessi preso (di nascosto) dalla libreria di casa questo libro, molto probabilmente non mi occuperei di diritto, e sicuramente non sarei la persona che sono. E poi perché si ha quasi la sensazione di mancare di rispetto, a parlarne ad alta voce.
Leggendo “Cose di Cosa Nostra” ci si ritrova catapultati, grazie ad un linguaggio conciso, lineare, ricco di esempi ed evocativo, in un mondo fatto di maxiprocessi, traffici internazionali di droga e codici d’onore. Si tratta di un mondo distante che purtuttavia fa parte del nostro DNA. Sono cose nostre, per l’appunto.
L’intervista è suddivisa in sei capitoli, ciascuna con una sua parziale autonomia. Seppur sicuramente datato (ed infatti, di molto sono cambiate le dinamiche nel mondo delle mafie contemporanee), “Cose di Cosa Nostra” ha un valore didascalico molto importante. Si percepisce distintamente un metodo dietro al racconto.
Non ci si aspetti certo di trovarvi banalità moralisticheggianti o scenari eroici alla Francis Ford Coppola.
Il mondo del giudice Falcone è tutt’altro che eroico, ma non è neppure squallido. E’ umano, sociologicamente ricchissimo. Colpisce particolarmente, e suscita grande ammirazione, almeno nella sottoscritta, il rispetto umano e la cavalleria (!) che l’intervistato mostra nei confronti dei propri avversari, con i quali questi condivide il luogo di nascita e in taluni casi anche l’infanzia.
E’ impressionante il confronto della storia della lotta a Cosa Nostra, e quindi della storia dell’Italia contemporanea, con la terza di copertina, che contiene la biografia cristallizzata al 1991. Non c’è bisogno, forse, di aggiungere altro.