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Book
Epic
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Language
Italiano - Greco antico
Translator
Rosa Calzecchi Onesti
Publishing house
Einaudi
Series
Classici
Edition number
16
Publication year
2005
Number of pages
887
Position in the list
5
The Review
Racconta il mito che Protesilao, principe di Tessaglia, fu il primo guerriero acheo a morire sulla spiaggia di Troia. Da allora, prosegue il mito, un ciliegio, sorto su quel suolo, fiorisce ogni anno solo dal lato che guarda alla Grecia.
Il racconto di Omero comincia dopo dieci anni da questo episodio, che segna tragicamente l’inizio della Guerra di Troia. La storia degli ultimi 50 giorno del decimo anno di assedio della città-fortezza sulle coste dell’Asia Minore è la narrazione di una terra eroica e di un cielo capriccioso. E’ la storia di un conflitto atavico, quello tra Occidente e Oriente, tra potere e sentimento, fortuna e strategia. Un conflitto fratricida nel quale i ruoli di vincitori e vinti si confondono fino a capovolgersi completamente.
Ettore e Achille sono i due antagonisti del poema epico. Ma è Ettore, il principe troiano, strenuo difensore della propria città, il vero protagonista. Ettore che, prima di andare a morire per mano di Achille, saluta per l’ultima volta la moglie e il figlioletto con struggente commozione, raccontata in versi di un’umanità e finezza sorprendenti.
Non è certo facile descrivere in poche righe un’opera che ha contribuito a gettare le fondamenta della cultura occidentale. Certo è che non deve stupire che dopo migliaia di anni siamo ancora qui, a narrare le gesta del Pelide Achille, l’uomo più invincibile della Grecia, uomo fragile e amico fedele, a commuoverci per l’infausta sorte di Ettore, marito dolcissimo.
Sono versi ancestrali e per questo moderni, quelli dell’Iliade. Un classico senza tempo. Da rileggere e recitare per strada, mentre si cucina o in metropolitana in particolare il Proemio, idealmente nei versi del Monti.
Il racconto di Omero comincia dopo dieci anni da questo episodio, che segna tragicamente l’inizio della Guerra di Troia. La storia degli ultimi 50 giorno del decimo anno di assedio della città-fortezza sulle coste dell’Asia Minore è la narrazione di una terra eroica e di un cielo capriccioso. E’ la storia di un conflitto atavico, quello tra Occidente e Oriente, tra potere e sentimento, fortuna e strategia. Un conflitto fratricida nel quale i ruoli di vincitori e vinti si confondono fino a capovolgersi completamente.
Ettore e Achille sono i due antagonisti del poema epico. Ma è Ettore, il principe troiano, strenuo difensore della propria città, il vero protagonista. Ettore che, prima di andare a morire per mano di Achille, saluta per l’ultima volta la moglie e il figlioletto con struggente commozione, raccontata in versi di un’umanità e finezza sorprendenti.
Non è certo facile descrivere in poche righe un’opera che ha contribuito a gettare le fondamenta della cultura occidentale. Certo è che non deve stupire che dopo migliaia di anni siamo ancora qui, a narrare le gesta del Pelide Achille, l’uomo più invincibile della Grecia, uomo fragile e amico fedele, a commuoverci per l’infausta sorte di Ettore, marito dolcissimo.
Sono versi ancestrali e per questo moderni, quelli dell’Iliade. Un classico senza tempo. Da rileggere e recitare per strada, mentre si cucina o in metropolitana in particolare il Proemio, idealmente nei versi del Monti.