Book
Language
Italiano
Position in the list
7
The Review
Sotto l’ultimo scampolo di ombrellone ho divorato questo libricino che avevo scovato qualche mese fa sulla solita bancarella piena di sorprese.
Sto cercando piano piano di ricostruire nella mente quello che non so di una storia italiana tragica, che si ricongiunge con la vita di mio nonno di cui, tra l’aver raccontato poco lui e non averlo conosciuto io, ignoro quasi tutto.
Sto pensando di recarmi all’Archivio storico dell’Esercito per ricostruirne la vicenda militare. Se qualcuno l’avesse già fatto, alla ricerca di storie simili, é il benvenuto per consigli e suggerimenti. Mi basterebbe scoprire divisione e funzione per capire dove fu schierato, quando e come si salvò da quel disastro.
La storia della ritirata di Russia é una storia primariamente di vergogna nazionale, con duecentocinquantamila italiani mandati al disastro da un uomo indegno, consapevole di utilizzarli come carne da macello per gloriarsi con l’infame alleato germanico che, proditoriamente, non esitò a lasciare intrappolati gli alpini italiani mentre i tedeschi scappavano, con la piena ignavia del Comando italiano.
Ma é evidente come tutta la storia militare italiana, anche dopo l’Armistizio, vide centinaia di migliaia di soldati semplici sacrificarsi con onore mentre una classe dirigente vomitevole li sacrificava senza dignità.
Sto cercando piano piano di ricostruire nella mente quello che non so di una storia italiana tragica, che si ricongiunge con la vita di mio nonno di cui, tra l’aver raccontato poco lui e non averlo conosciuto io, ignoro quasi tutto.
Sto pensando di recarmi all’Archivio storico dell’Esercito per ricostruirne la vicenda militare. Se qualcuno l’avesse già fatto, alla ricerca di storie simili, é il benvenuto per consigli e suggerimenti. Mi basterebbe scoprire divisione e funzione per capire dove fu schierato, quando e come si salvò da quel disastro.
La storia della ritirata di Russia é una storia primariamente di vergogna nazionale, con duecentocinquantamila italiani mandati al disastro da un uomo indegno, consapevole di utilizzarli come carne da macello per gloriarsi con l’infame alleato germanico che, proditoriamente, non esitò a lasciare intrappolati gli alpini italiani mentre i tedeschi scappavano, con la piena ignavia del Comando italiano.
Ma é evidente come tutta la storia militare italiana, anche dopo l’Armistizio, vide centinaia di migliaia di soldati semplici sacrificarsi con onore mentre una classe dirigente vomitevole li sacrificava senza dignità.