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The Review
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Ho letto Fenoglio molto dopo Pavese, scoprendo che è un autore, a dispetto della fama, molto più "difficile", privo di qualunque schermo e mediazione mitologica e intellettualistica, e impastato di un realismo esistenziale radicale. Nei suoi libri la vita trabocca direttamente nella letteratura, senza alcuna mediazione teorica o filosofica, e quindi non lascia al lettore più scampo di quanto il destino riservi ai suoi personaggi. La differenza tra vita vissuta e vita pensata, tra esperienza e memoria – che in Pavese è dilatata fino a rappresentare il suo vero "segno", sia sul piano letterario che su quello biografico – in Fenoglio è letteralmente abolita. Penso che a Fenoglio e alla sua popolarità abbia gravemente nuociuto essere stato considerato un testimone della Resistenza, che non è mai, assolutamente mai, neppure nei romanzi e nei racconti in senso stretto resistenziali, il tema narrativo, ma semplicemente lo scenario di una vicenda umana che avrebbe potuto svolgersi altrove e sarebbe stata raccontata con la stessa impietosa verità e precisione e grosso modo negli stessi termini.
L’ostilità che la critica comunista riservò alla sua letteratura, per nulla incline a un’epopea da realismo socialista, era, da un certo punto di vista, giustificata, per ragioni letterarie, prima che politiche. Fenoglio era stato infatti un partigiano badogliano, ma soprattutto era uno scrittore privo di qualunque inclinazione propagandistica e di qualunque ambizione “edificante”.
Una “questione privata” è un romanzo d’amore così assurdo e assoluto da apparire ingiusto dalla prima all’ultima pagina e proprio le prime e le ultime pagine di questo libro ne sono una terribile testimonianza.
L’ostilità che la critica comunista riservò alla sua letteratura, per nulla incline a un’epopea da realismo socialista, era, da un certo punto di vista, giustificata, per ragioni letterarie, prima che politiche. Fenoglio era stato infatti un partigiano badogliano, ma soprattutto era uno scrittore privo di qualunque inclinazione propagandistica e di qualunque ambizione “edificante”.
Una “questione privata” è un romanzo d’amore così assurdo e assoluto da apparire ingiusto dalla prima all’ultima pagina e proprio le prime e le ultime pagine di questo libro ne sono una terribile testimonianza.